martedì 13 giugno 2006

awana ghana

Allora a desso esco, vado alla bancarella in Loreto, mi catto
su il bandierone della nazione italica e con l'elmo di sipio(cit.) in
testa, percorrero' la circonvalla a tutta gallara(cit.) e con le
trombe bitonali daro' sfogo alla mia felicita' per aver battuto la
nazionale Ghanese. Saro' felice come non mai, perche' la vittoria
della nazionale allontana i pensieri, unisce le persone, amalgama i
diversi ceti sociali, il manovale abraccia il finanziere e il
finanziere incula il manovale, giusto per non smentirsi anche nei
momenti di festa nazionale. Ci sentiamo tutti uguali in questi momenti
di festa, le famiglie si riuniscono dimenticando i momenti grigi, la
natalita' cresce, gli sponsor gongolano, mazzocchi spara cagate. Tutto
passa in secondo piano, il mutuo, i debiti, il figlio
tossicodipendente che vaga fra le panchine del parco alla ricerca di
un biglietto del tram da usare come filtro vengono messi in frigo.
L'orgoglio italico si risveglia, la patria dei pittori, artisti,
navigatori, pizzaioli, ombrellai, arrotini, bagarini e scafisti si
rende conto di aver battuto Awana Ghana e guadagna autostima. Il
bandierone azzurro sventola, mameli è primo in classifica e visto che
gli Italiani sono un popolo generoso perche' non ospitare 500 ghanesi
in quel di Lampedusa?