lunedì 1 agosto 2011

La sguogna

Sgramogna il piepolo sovra il frasco
intonsa la tieppa col catafalco
mi trovo a sbertare fra il lusco e il basco
asiugo la macchia col borotalco

Rendo la focaccia e mi tengo il pane
osservo le liane cader nel mare
uso il vincastro per tenerle sane
dormo impietoso dentro le bare

Fottetevi matri del patriarca
bloccate l'acqua con una scarpa
la prima a destra è viale sarca
confondo un tanga con una sciarpa

Isoppo.

venerdì 29 luglio 2011

La Bovisa

La mia zona non è Affori, ma Bovisa, che diede i natali al compagno
Bagnoli, ex allenatore dell'Internazionale. Grande personaggio,
riusci' a far vincere lo scudetto allo squadrone operaio del Verona,
con il portiere Garella, scoordinato, grasso, ma efficace.
La mia zona è periferica e popolare. Bovisa sta diventando quello che
new york non è stata in grado di diventare. Mi spiego meglio.
Dicevo che Bovisa è una zona periferica, fino alla fine degli anni
settanta c'erano molte fabbriche, successivamente dismesse, e dalle
ceneri di questi luoghi dediti al lavoro, inteso come fatica, sudore
sangue e merda, sono nati molti palazzi costruiti come Dio comanda, a
prezzi piuttosto accessibili. Il quartiere si è riempito di teroni
negli anni del boom economico, e fra una lavatrice a rate, una puntata
di lascia e raddoppia e una manifestazione in piazza, montavano le
loro mogli baffute, tarchiate e caciarone, dando alla luce quel
prodotto classico della periferia milanese che gli emigrati triveneti
e gli indigeni del quartiere chiamavano non molto amichevolmente "Fiol
de teroni". Cercando di non sconfinare nel luogo comune oserei dire
che la famiglia meridionale che ha avuto la fortuna di vivere a
contatto con la popolazione autoctona, si è emancipata molto prima
delle famiglie che hanno preferito vivere nei palazzoni della GESCAL a
stretto contatto con cuggini, zii e amici del paesello natio. Le
famiglie emancipate, in un primo tempo guardate di sbiesso dagli altri
inquilini, hanno capito immediatamente che dovevano mollare
completamente qualsiasi legame con la terra natia, cominciando a
cacciare le orde di parenti che stazionavano dentro le loro case,
sostituendo l'olio di oliva extravergine con l'olio di semi Olita,
bevendo l'acqua addizionata con la frizzina( o l'idrolitina) al posto
di quel vinaccio dolce, molto alcoolico e dal colore della pece che
loro avevano il coraggio di chiamare Vino. Piano piano il terone
emancipato cominciava a salire i gradini della scala sociale.
Ma facciamo un  passo indietro e torniamo al palazzone popolare,
classico formicaio di periferia. Qui non c'e' stata emancipazione, qui
una fetta di sud, si è trasferita al nord. Vorrei qui declamare i
versi di  una nota canzone di Venditti dedicata alla laboriosa citta'
della Mole Antonellina, " TORINO; NAPOLI CHE VA IN MONTAGNA".
Venditti lo ha capito subito, è avanti di dieci anni almeno rispetto a
cantautori come De Gregori che sprecavano il loro tempo, e talento,
dedicando canzoni a cani di razza violenta.
Il terone Gescal si è accontentato di quello che ha ricevuto e di
quello che è riuscito a costruirsi nei primi anni di duro lavoro al
nord, poi stazionando fra i palazzoni e roso dalla nostalgia di casa,
si è come chiuso in se stesso senza lottare per avanzare nella scala
sociale. Il terone emancipato invece, ha fatto fruttare la sua
laboriosita' e ha cominciato a mettersi in proprio, andando a fare
l'ambulante nei mercati (Bucconi, se vai al mecato di via Fauche',
scoprirai che le bancarelle sono gestite tutti da "fioi de teroni"che
hanno avuto la fortuna di aver avuto genitori lungimiranti e avanti di
almeno dieci anni rispetto a tanta altra gente come quel coglione di
De Gregori), mettendosi in proprio diventando elettricista, idraulico,
panettiere, fino a guadagnare una barcata di soldi e cosa piu'
importante guadagnandosi la stima del vicino di casa bauscia e
razzista.
Cmqsia, mi sono perso, non mi ricordo piu' dove volevo andare a parare
e allora torno a parlare della Bovisa vera capitale del Meltin' Pot.
Anzi, ne parlero' un'altra volta perche' mi son rotto le balle di
scrivere pirlate e se non voglio finire di lavorare stasera alle 8 è
meglio che mi metto dietro a fare qualcosa.
Saluti tanti.

mercoledì 27 luglio 2011

Le sentenze definitive

La vera giustizia sarebbe stata la radiazione della juve da qualsiasi
competizione, compresi i tornei di pepatencia, blocco totale del
calcio italiano per almeno 1 stagione, la restituzione della coppa del
mondo aggiustata a mano da Cannavaro, distribuzione gratuita dei buoni
pasto nelle aziende medio piccole, il ripristino dell'ora di religione
nelle scuole pubbliche, il ritorno alle messe in latino, indulto per
tutti i compagni di lingua Ladina ingiustamente imprigionati nelle
Cayenne italiane, l'abbattimento della sede del partito
socialdemocratico in viale jenner, il biglietto ATM a 50 centesimi,
valorizzare l'importanza del parabrezza alto negli scooter dedicando
una mostra apposita al museo vaticano coordinata da Philippe Daverio,
l'obbligo di utilizzo delle biciclette dalle 8 alle 20 nelle citta'
con piu' di un milione di abitanti, divieto di sosta per le auto in
tutte le strade del comune di Milano, lavaggio strade con il Pril 5+1
e lucidatura con cera Grey, abbattimento di tutti gli animali che
pisciano per occupare una fetta di territorio, costruzione di una
moschea che valorizzi degnamente la comunita' musulmana-milanese
all'interno del parco della Guastalla, proprio di fianco alla
Sinagoga,in pieno centro di Milano. Questa si che sarebbe una
giustizia vera.

lunedì 25 luglio 2011

da Saturn

"Amore, guarda quello. "
"Chi?"
"Quello li, con la borsetta a tracolla, i basettoni e le
clark"..........Stai attenta, non ti girare subito......L'hai visto?
"Si, è carino"
"Carinooooo? Ma sei scema, guarda cos'ha in mano, la biografia di elio
e le storie tese."
"Ma va, quel gruppo di merda che fa canzoni che non si capiscono?"
"Si, si, proprio loro, non pensavo ci fosse qualcuno che prenderebbe i
suoi libri."
"Ma tu devi sempre star li a guardare cosa fanno gli altri? Ma fatti
un po' un mazzo di cazzi tuoi....E poi quello lo conosco, veniva in
classe con me alle elementari. siamo stati anche fidanzatini, mi ha
regalato anche un disco dei Kim and the cadillacs, mi diceva che era
un disco raro, un busleic, mi pare, devo averlo ancora da qualche
parte.
"Ma non ci posso credere, tu sei stata con quel deficiente li?"
"Ma dai, Cesare, ero piccola, non ci siamo neanche mai baciati."
"Sara', ma non ti credo, adesso vado da quel coglione e ci rompo il culo....."
"Fermati, non vorrai mica fare scene di gelosia qui dentro, che mi conoscono."
"Chi ti conosce, qui?............ Ma vattene affanculo puttana, te e
le storie tese".

sabato 23 luglio 2011

Primo giorno di scuola.

"Buongiorno a tutti. Io sono Silvana la maestra di prima elementare.
Do un caloroso benvenuto ai bambini e ai loro genitori che quest'anno
abbiamo invitato a partecipare al primo giorno di scuola dei loro
figli.
Vedo molto emozione sia nei loro occhi  che nei vostri. Anch'io, come
tutti gli anni sono molto emozionata e si fa sempre molta fatica a
trovare le parole adatte. Sono momenti molto importanti nella
formazione di una persona, cominciano ad arrivare le prime
responsabilita', le prime sconfitte e le prime vittorie. La scuola è
una componente fondamentale per la crescita individuale dei nostri
ragazzi, ma non puo' essere fondamentale senza l'apporto essenziale
della famiglia. Senza voi genitori noi insegnanti non siamo nulla.
Abbiamo bisogno del vostro apporto, dei vostri consigli e della vostra
disponibilita' a risolvere i problemi che inevitabilmente si creeranno
durante l'anno. Vi esorto al confronto appena ci saranno delle
difficolta', non teniamoci dentro i nostri problemi, parlatene con noi
maestre, parlatene soprattutto con i vostri bambini. Noi ve la
offriamo la nostra disponibilita, 'sapete sempre dove trovarci e sono
sicura anche anche voi saprete donarci la vostra. Facciamoci un
bell'applauso e cominciamo col piede giusto questo nuovo anno
scolastico.

CLAPCLAPCLAPCLAPCLAPCLAPCLAPCLAPCLAP


Non ho molto altro da dire, se non qualche cosa di tecnico , ma per
questo vi hanno gia' precedentemente consegnato il ciclostilato.
Se avete qualche domanda su cio' che riguarda il nostro sistema
educativo, il programma che offriamo o se volete gia' cominciare a
darci qualche consiglio per cominciare gia' il primo giorno a
confrontarci sono a vostra completa disposizione."

.................................................................(nel
silenzio tombale della classe, si sente solo il rumore di qualche
bambino che picchia le nuovissime adidas contro le gambe di banco,
qualche colpo di tosse di papa' fumatori che anelano nicotina, brusio
di sottofondo che col passare dei secondi diventa sempre piu' potente,
finche'..................

"Hem, mi scusi......io sono la mamma di Amanda, volevo solo chiederle,
ehm.....ma ho notato che tutti i bambini hanno tutti gli astucci
trasparenti e io ieri le ho comprato l'astuccio delle Bratz,
ehm.......devo cambiarlo o posso dirle di tenere quello?"

giovedì 14 aprile 2011

Gli Abba in piscina


Padre brazzoni, ho un problema:
Come quasi tutti i giorni di questo ridente 2011, anche oggi sono
andato a nuotare, ma in un'altra piscina. La cosa strana (dal mondo) è
che ogni volta che andavo con la testa sott'acqua sentivo le canzoni
degli ABBA, mentre quando la testa era fuori sentivo la musica che ho
caricato sul lettore mp3. In questo caso Israel Nash Gripka.

Mi sono fermato e ho tolto le cuffiette per ascoltare se per caso
c'era la musica del quartetto svedese trasmessa in piscina, ma non
c'era nessuna musica o se c'era era coperta dal rumore dei nuotatori e
delle persone che parlavano e poi rimbomba tutto dentro li che non si
capisce niente.

Probabilmente la musica è un'ottima portatrice di suoni, ma da
arrivare al punto di infiltrarsi nelle mie cuffie, mi ha lasciato un
po' molto abbastanza parecchio molto assai ababstanza basito.

PMB:
Gli abba appartengono all'inconsio.
quando metti la testa sotto l'acqua è come se tu tornassi nell'utero materno
a lasiarti cullare dall'amnio. Gli Abba, per voi sguizzeri, sono un po' come delle seconde mamme, fanno parte
del vostro passato come se fossero delle figure mitologiche.
Gli Abba hanno dettato le mode svizzere per decenni, quelle belle camicie col collo appuntito che scendeva fino al capezzolo, oppure quei bei gabbani col collo di pelliccia.
Tu torni in un ambiente che ricorda l'utero materno e inconsciamente senti gli abba, vera spinta emozionale della tua infanzia pre adolescenziale. 
Non eri ancora ancora sessualmente maturo, ma gia' intuivi che la biondina degli ABBA aveva quel nonsoche di speziale.
POi hai scoperto Bruce Springsteen ed è per questo che sei ossessionato dallo share ratio.
 
è parola della Brazza.

lunedì 11 aprile 2011

il paddock

Figa, ce n'è figa?
Ieri pomeriggio sono andato nel luogo dove è stata pronunziata per la prima volta questa frase.
Nel paddock dell'autodromo di Monza.
Non stavo piu' nella pelle da tanta era l'emozione.
Con il pass al collo potevo andare dove volevo. Nei box, nei prive', sui camion, ovunque. potevo mettermi dietro al'intervistato, gonfiare il petto, e pronunziare la famosa frase, ma non c'erano telecamare e ho evitato di far figure di merda, ma giuro che se avessi visto anche solo una telecamerina l'avrei fatto.
Solo telefoni che scattavano foto a bernarde mezze ignude e a macchine che costano miliardi di volte il mio misero stibendio.
Ma non mettiamolo sull'antifa, altrimenti non ne usciamo piu'.
C'era il Ferrari challenge.
Mi aspettavo di trovare quattro gatti, invece era pieno di gente assiepata sulle gradinate a guardare sti qui che a velocita' impensabili giravano per la pista producendo rumori assordanti e fastidiosi.
Molta gente, tanta gente, zio can, ho fatto fatica a parcheggiare.

Il mio ultimo contatto con il mondo dei motori risale ad un gran premio con la lotus di Andretti e poi ho visto volentieri le morti di senna, di villanuova e di qualche altro che non conosco, indignandomi davanti alla tv, ma francamente senza essere poi così scosso dall'avvenimento.
"Ciao, che macchina è questa"?
Mi guarda come se non meritassi il suo sguardo, mi squadra fermandosi qualche frazione sulla mia panza e con buone maniere mi risponde:
"E' una ferari fz45826qpfg45cki del 2010 dotata di compressore asfissiante da 98 gradi paralleli all'epitafffio subumano della seconda volta incistata al decano della Valdossola"
"........ah, bella, ma figa, ce n'e' figa?"
Sarebbe stato bello dirglielo, ma mi son limitato a sgranare gli occhi, a sorridere, ringraziare ed andare fuori dai coglioni, mentre meccanici con le tutte bianche, ma pulite, 
mi passavano davanti diretti sa il cazzo dove.
Dopo aver girovagato facendo foto a cose che non fotografava nessuno, tipo il compressore dell'aria che l'ho scambiato per un motore della fzrpq........................l'ho visto fra la folla. Era solo, nessuno sta con lui, non ha tempo per le amicizie, le donne, viaggi e altre cazzate.
Era li che guardava una gomma, la toccava come se ne assimilasse la sua storia. Comunicava con lei tramite un semplice tocco,  sembrava un pranoterapeuta che si mette in contatto col paziente. 
Era........non lo so il nome, si puo' chiamare Francesco, Giuseppe, Giovanni, Calazio, ognuno di noi ne ha uno, era "quel gran genio del mio amico che ti mette a posto il minimo smaronandolo un po'".
L'ho notato subito, non porta occhiali da sole, c'ha su un giubbotto col logo della Bosch, ma non suda, non beve, quindi non suda, non mangia merdate, per cui non si scalda, jeans vita alta con una catena che ferma il portafoglio raffigurante il numero 46 di valentino rossi, con l'apertura col velcro.
Se ti metti li e lo osservi vedi che è rapito dal movimento ascendente dei cilindri di carrellino elevatore. Gli passa di fianco una figa vichinga nuda ma lui guarda la brochure delle marmitte che ha appena ritirato allo stand della Proma.
Non è sfigato, è solitamente tranquillo, benvoluto da tutti, ma dentro nel paddock respira aria di santita', di luogo sacro, e diventa asociale. C'e' solo lui e la meccanica applicata alle quattro ruote. Anche l'asfalto diventa un buon motivo di adorazione. Si perde via come un tossico a Woodstock e lo seguo con gli occhi, vorrei capire perche' lui gode a sentire il gorgoglio dell'olio motore  e a me non me frega un cazzo. 
Vabbe', è stata comunque una bella giornata, ho visto cose che non avevo mai visto, che non ho apprezzato solo per la mia ignoranza in materia. Figa, ce n'era piu' che nei paesi baschi, non ho visto gemelli, ma solo dei normali bottoni.
Arrivederci e grazie per l'ascolto. 

sabato 9 aprile 2011

cappuccetto rosso


"Cappuccetto, puoi venire qui un attimo, per piacere?"
"Si mamma, cosa c'e'?
"Ti va di andare dalla nonna a portarle questo cestino di leccornie?
Sta molto male, ha una grave insufficienza renale e io non mi posso
muovere da qui."
"Certo mamma, posso andare in bici?"
"No, perchè poi sudi e ti viene subito la febbre. Vai per il sentiero
e, mi raccomando, non parlare con nessuno e appena arrivi dalla nonna
telefonami immediatamente."
" Va bene mamma."
"Brava Cappuccetto, sei una bambina obbediente, se il tuo babbo fosse
ancora vivo sarebbe fiero di te. Ciao Cappuccetto, ora vai che si sta
facendo tardi."

Cappuccetto si avvia attraverso il bosco e si attarda a raccogliere,
fragoline di bosco, mirtilli, funghi porcini, finferli, mazze di
tamburo, muschio, aghi di pino, felci, miele e una manciata di ribes
nero. Comincia a fare buio e la casa della nonna è ancora molto
lontana, allora di gran lena si mette a trotterelare sul sentiero,
finche' incrocia il Lupo.

"Ciao, bella bambina come ti chiami?"
"Ciao, io sono Cappuccetto Rosso e sto andando dalla nonna a portarle
queste leccornie, perche' lei è molto malata, c'ha qualcosa ai renali
e non si puo' alzare dal letto."
"Ah, ma che brava sei Cappuccetto, ma come mai hai un nome da maschio?
"Non lo so, dovresti chiederlo alla mia mamma".
"E' vero. Ma dimmi dove abita la tua nonna?"
"Abita in fondo al bosco, in via Limitare al 15. Il Cap non lo so
perche' l'hanno appena cambiato e non me lo ricordo. Ma ora devo
andare, altrimenti si fa buio."
"Ciao allora, Cappuccetto, arrivederci a presto".

Cappuccetto si ricarica tutto in spalla e riprende la corsa attraverso il bosco.
Arriva a casa della nonna, bussa, e un vocione che Cappuccetto stenta
a riconoscere le dice di entrare in casa.

"Ciao nonnina, ma stai tanto male?"
"CIAO BELLISSIMA, SI STO MALE, PERO' STAVO PEGGIO IERI.
"Ah, ho capito, ma che vocione che hai?"
"CAPPUCCETTO, PROVA A STARE TE CON I TUBI INFILATI IN GOLA PER TRE
GIORNI, C'HO UN RASPO CHE NON TI DICO, E POI MI SA CHE C'HO PURE IL
RAFFREDDORE."
"Oh poverina la mia nonnina. Ma senti, ma non ti puoi proprio alzare?
"NO CAPPUCCETTO, E' MEGLIO DI NO."
"Ma nonna, ma che gambe gonfie che hai'"
"MA CARA, SARA' UN PO' DI RITENZIONE DI LIQUIDI."
"Ma nonna, ma che orecchie grosse che hai"
"MA CAPPUCCETTO, ME LE SON FATTE FARE APPOSTA IN CLINICA PER RIUSCIRE
A SENTIRTI MEGLIO."
"Ma nonnina, ma che naso grosso che hai."
"MA VA, CE L'HO SEMPRE AVUTO, ANCHE TE NON E' CHE SEI MESSA PROPRIO
BENE A CANIPPA, E' DI FAMIGLIA, MIO PAPA' LO CHIAMAVANO HOOVER."
"Ma nonna, ma che bocca grande che hai."
"ASCOLTA CAPPUCCETTO, TU SEI UNA BRAVA BIMBA, MA DIMMI, SEI VENUTA A
TROVARMI O A ROMPERMI I COGLIONI?"

FINE

il Transumante

Solo me ne vo verso il tramonto
con lo sguardo perso
di chi ancora qualche conto
cantando me ne vado verso il nulla
me ne vado via da questa vita brulla

Solo cammina il transumante
con il suo incedere pesante
con le spalle un po' cadenti
e con il sorriso in mezzo ai denti

La vita non mi ha regalato molto
ma è stato peggio
quello che mi han tolto
mi hanno tolto pecore e maiali
contro il governo lancero' i miei strali

Solo cammina il transumante
con il suo incedere pesante
con le spalle un po' cadenti
e con il sorriso in mezzo ai denti


La notte, le stelle, e gli animali
Chissa' se arrivero' fino a domani
Fa freddo sotto questo cielo
chissa' se c'e una pecora
che mi prestera' il suo pelo.

Solo cammina il transumante
con il suo incedere pesante
con le spalle un po' cadenti
e con il sorriso in mezzo ai denti