Ieri pomeriggio sono andato nel luogo dove è stata pronunziata per la prima volta questa frase.
Nel paddock dell'autodromo di Monza.
Non stavo piu' nella pelle da tanta era l'emozione.
Con il pass al collo potevo andare dove volevo. Nei box, nei prive', sui camion, ovunque. potevo mettermi dietro al'intervistato, gonfiare il petto, e pronunziare la famosa frase, ma non c'erano telecamare e ho evitato di far figure di merda, ma giuro che se avessi visto anche solo una telecamerina l'avrei fatto.
Solo telefoni che scattavano foto a bernarde mezze ignude e a macchine che costano miliardi di volte il mio misero stibendio.
Ma non mettiamolo sull'antifa, altrimenti non ne usciamo piu'.
C'era il Ferrari challenge.
Mi aspettavo di trovare quattro gatti, invece era pieno di gente assiepata sulle gradinate a guardare sti qui che a velocita' impensabili giravano per la pista producendo rumori assordanti e fastidiosi.
Molta gente, tanta gente, zio can, ho fatto fatica a parcheggiare.
Il mio ultimo contatto con il mondo dei motori risale ad un gran premio con la lotus di Andretti e poi ho visto volentieri le morti di senna, di villanuova e di qualche altro che non conosco, indignandomi davanti alla tv, ma francamente senza essere poi così scosso dall'avvenimento.
"Ciao, che macchina è questa"?
Mi guarda come se non meritassi il suo sguardo, mi squadra fermandosi qualche frazione sulla mia panza e con buone maniere mi risponde:
"E' una ferari fz45826qpfg45cki del 2010 dotata di compressore asfissiante da 98 gradi paralleli all'epitafffio subumano della seconda volta incistata al decano della Valdossola"
"........ah, bella, ma figa, ce n'e' figa?"
Sarebbe stato bello dirglielo, ma mi son limitato a sgranare gli occhi, a sorridere, ringraziare ed andare fuori dai coglioni, mentre meccanici con le tutte bianche, ma pulite,
mi passavano davanti diretti sa il cazzo dove.
Dopo aver girovagato facendo foto a cose che non fotografava nessuno, tipo il compressore dell'aria che l'ho scambiato per un motore della fzrpq........................ l'ho visto fra la folla. Era solo, nessuno sta con lui, non ha tempo per le amicizie, le donne, viaggi e altre cazzate.
Era li che guardava una gomma, la toccava come se ne assimilasse la sua storia. Comunicava con lei tramite un semplice tocco, sembrava un pranoterapeuta che si mette in contatto col paziente.
Era........non lo so il nome, si puo' chiamare Francesco, Giuseppe, Giovanni, Calazio, ognuno di noi ne ha uno, era "quel gran genio del mio amico che ti mette a posto il minimo smaronandolo un po'".
L'ho notato subito, non porta occhiali da sole, c'ha su un giubbotto col logo della Bosch, ma non suda, non beve, quindi non suda, non mangia merdate, per cui non si scalda, jeans vita alta con una catena che ferma il portafoglio raffigurante il numero 46 di valentino rossi, con l'apertura col velcro.
Se ti metti li e lo osservi vedi che è rapito dal movimento ascendente dei cilindri di carrellino elevatore. Gli passa di fianco una figa vichinga nuda ma lui guarda la brochure delle marmitte che ha appena ritirato allo stand della Proma.
Non è sfigato, è solitamente tranquillo, benvoluto da tutti, ma dentro nel paddock respira aria di santita', di luogo sacro, e diventa asociale. C'e' solo lui e la meccanica applicata alle quattro ruote. Anche l'asfalto diventa un buon motivo di adorazione. Si perde via come un tossico a Woodstock e lo seguo con gli occhi, vorrei capire perche' lui gode a sentire il gorgoglio dell'olio motore e a me non me frega un cazzo.
Vabbe', è stata comunque una bella giornata, ho visto cose che non avevo mai visto, che non ho apprezzato solo per la mia ignoranza in materia. Figa, ce n'era piu' che nei paesi baschi, non ho visto gemelli, ma solo dei normali bottoni.
Arrivederci e grazie per l'ascolto.

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