giovedì 14 aprile 2011

Gli Abba in piscina


Padre brazzoni, ho un problema:
Come quasi tutti i giorni di questo ridente 2011, anche oggi sono
andato a nuotare, ma in un'altra piscina. La cosa strana (dal mondo) è
che ogni volta che andavo con la testa sott'acqua sentivo le canzoni
degli ABBA, mentre quando la testa era fuori sentivo la musica che ho
caricato sul lettore mp3. In questo caso Israel Nash Gripka.

Mi sono fermato e ho tolto le cuffiette per ascoltare se per caso
c'era la musica del quartetto svedese trasmessa in piscina, ma non
c'era nessuna musica o se c'era era coperta dal rumore dei nuotatori e
delle persone che parlavano e poi rimbomba tutto dentro li che non si
capisce niente.

Probabilmente la musica è un'ottima portatrice di suoni, ma da
arrivare al punto di infiltrarsi nelle mie cuffie, mi ha lasciato un
po' molto abbastanza parecchio molto assai ababstanza basito.

PMB:
Gli abba appartengono all'inconsio.
quando metti la testa sotto l'acqua è come se tu tornassi nell'utero materno
a lasiarti cullare dall'amnio. Gli Abba, per voi sguizzeri, sono un po' come delle seconde mamme, fanno parte
del vostro passato come se fossero delle figure mitologiche.
Gli Abba hanno dettato le mode svizzere per decenni, quelle belle camicie col collo appuntito che scendeva fino al capezzolo, oppure quei bei gabbani col collo di pelliccia.
Tu torni in un ambiente che ricorda l'utero materno e inconsciamente senti gli abba, vera spinta emozionale della tua infanzia pre adolescenziale. 
Non eri ancora ancora sessualmente maturo, ma gia' intuivi che la biondina degli ABBA aveva quel nonsoche di speziale.
POi hai scoperto Bruce Springsteen ed è per questo che sei ossessionato dallo share ratio.
 
è parola della Brazza.

lunedì 11 aprile 2011

il paddock

Figa, ce n'è figa?
Ieri pomeriggio sono andato nel luogo dove è stata pronunziata per la prima volta questa frase.
Nel paddock dell'autodromo di Monza.
Non stavo piu' nella pelle da tanta era l'emozione.
Con il pass al collo potevo andare dove volevo. Nei box, nei prive', sui camion, ovunque. potevo mettermi dietro al'intervistato, gonfiare il petto, e pronunziare la famosa frase, ma non c'erano telecamare e ho evitato di far figure di merda, ma giuro che se avessi visto anche solo una telecamerina l'avrei fatto.
Solo telefoni che scattavano foto a bernarde mezze ignude e a macchine che costano miliardi di volte il mio misero stibendio.
Ma non mettiamolo sull'antifa, altrimenti non ne usciamo piu'.
C'era il Ferrari challenge.
Mi aspettavo di trovare quattro gatti, invece era pieno di gente assiepata sulle gradinate a guardare sti qui che a velocita' impensabili giravano per la pista producendo rumori assordanti e fastidiosi.
Molta gente, tanta gente, zio can, ho fatto fatica a parcheggiare.

Il mio ultimo contatto con il mondo dei motori risale ad un gran premio con la lotus di Andretti e poi ho visto volentieri le morti di senna, di villanuova e di qualche altro che non conosco, indignandomi davanti alla tv, ma francamente senza essere poi così scosso dall'avvenimento.
"Ciao, che macchina è questa"?
Mi guarda come se non meritassi il suo sguardo, mi squadra fermandosi qualche frazione sulla mia panza e con buone maniere mi risponde:
"E' una ferari fz45826qpfg45cki del 2010 dotata di compressore asfissiante da 98 gradi paralleli all'epitafffio subumano della seconda volta incistata al decano della Valdossola"
"........ah, bella, ma figa, ce n'e' figa?"
Sarebbe stato bello dirglielo, ma mi son limitato a sgranare gli occhi, a sorridere, ringraziare ed andare fuori dai coglioni, mentre meccanici con le tutte bianche, ma pulite, 
mi passavano davanti diretti sa il cazzo dove.
Dopo aver girovagato facendo foto a cose che non fotografava nessuno, tipo il compressore dell'aria che l'ho scambiato per un motore della fzrpq........................l'ho visto fra la folla. Era solo, nessuno sta con lui, non ha tempo per le amicizie, le donne, viaggi e altre cazzate.
Era li che guardava una gomma, la toccava come se ne assimilasse la sua storia. Comunicava con lei tramite un semplice tocco,  sembrava un pranoterapeuta che si mette in contatto col paziente. 
Era........non lo so il nome, si puo' chiamare Francesco, Giuseppe, Giovanni, Calazio, ognuno di noi ne ha uno, era "quel gran genio del mio amico che ti mette a posto il minimo smaronandolo un po'".
L'ho notato subito, non porta occhiali da sole, c'ha su un giubbotto col logo della Bosch, ma non suda, non beve, quindi non suda, non mangia merdate, per cui non si scalda, jeans vita alta con una catena che ferma il portafoglio raffigurante il numero 46 di valentino rossi, con l'apertura col velcro.
Se ti metti li e lo osservi vedi che è rapito dal movimento ascendente dei cilindri di carrellino elevatore. Gli passa di fianco una figa vichinga nuda ma lui guarda la brochure delle marmitte che ha appena ritirato allo stand della Proma.
Non è sfigato, è solitamente tranquillo, benvoluto da tutti, ma dentro nel paddock respira aria di santita', di luogo sacro, e diventa asociale. C'e' solo lui e la meccanica applicata alle quattro ruote. Anche l'asfalto diventa un buon motivo di adorazione. Si perde via come un tossico a Woodstock e lo seguo con gli occhi, vorrei capire perche' lui gode a sentire il gorgoglio dell'olio motore  e a me non me frega un cazzo. 
Vabbe', è stata comunque una bella giornata, ho visto cose che non avevo mai visto, che non ho apprezzato solo per la mia ignoranza in materia. Figa, ce n'era piu' che nei paesi baschi, non ho visto gemelli, ma solo dei normali bottoni.
Arrivederci e grazie per l'ascolto. 

sabato 9 aprile 2011

cappuccetto rosso


"Cappuccetto, puoi venire qui un attimo, per piacere?"
"Si mamma, cosa c'e'?
"Ti va di andare dalla nonna a portarle questo cestino di leccornie?
Sta molto male, ha una grave insufficienza renale e io non mi posso
muovere da qui."
"Certo mamma, posso andare in bici?"
"No, perchè poi sudi e ti viene subito la febbre. Vai per il sentiero
e, mi raccomando, non parlare con nessuno e appena arrivi dalla nonna
telefonami immediatamente."
" Va bene mamma."
"Brava Cappuccetto, sei una bambina obbediente, se il tuo babbo fosse
ancora vivo sarebbe fiero di te. Ciao Cappuccetto, ora vai che si sta
facendo tardi."

Cappuccetto si avvia attraverso il bosco e si attarda a raccogliere,
fragoline di bosco, mirtilli, funghi porcini, finferli, mazze di
tamburo, muschio, aghi di pino, felci, miele e una manciata di ribes
nero. Comincia a fare buio e la casa della nonna è ancora molto
lontana, allora di gran lena si mette a trotterelare sul sentiero,
finche' incrocia il Lupo.

"Ciao, bella bambina come ti chiami?"
"Ciao, io sono Cappuccetto Rosso e sto andando dalla nonna a portarle
queste leccornie, perche' lei è molto malata, c'ha qualcosa ai renali
e non si puo' alzare dal letto."
"Ah, ma che brava sei Cappuccetto, ma come mai hai un nome da maschio?
"Non lo so, dovresti chiederlo alla mia mamma".
"E' vero. Ma dimmi dove abita la tua nonna?"
"Abita in fondo al bosco, in via Limitare al 15. Il Cap non lo so
perche' l'hanno appena cambiato e non me lo ricordo. Ma ora devo
andare, altrimenti si fa buio."
"Ciao allora, Cappuccetto, arrivederci a presto".

Cappuccetto si ricarica tutto in spalla e riprende la corsa attraverso il bosco.
Arriva a casa della nonna, bussa, e un vocione che Cappuccetto stenta
a riconoscere le dice di entrare in casa.

"Ciao nonnina, ma stai tanto male?"
"CIAO BELLISSIMA, SI STO MALE, PERO' STAVO PEGGIO IERI.
"Ah, ho capito, ma che vocione che hai?"
"CAPPUCCETTO, PROVA A STARE TE CON I TUBI INFILATI IN GOLA PER TRE
GIORNI, C'HO UN RASPO CHE NON TI DICO, E POI MI SA CHE C'HO PURE IL
RAFFREDDORE."
"Oh poverina la mia nonnina. Ma senti, ma non ti puoi proprio alzare?
"NO CAPPUCCETTO, E' MEGLIO DI NO."
"Ma nonna, ma che gambe gonfie che hai'"
"MA CARA, SARA' UN PO' DI RITENZIONE DI LIQUIDI."
"Ma nonna, ma che orecchie grosse che hai"
"MA CAPPUCCETTO, ME LE SON FATTE FARE APPOSTA IN CLINICA PER RIUSCIRE
A SENTIRTI MEGLIO."
"Ma nonnina, ma che naso grosso che hai."
"MA VA, CE L'HO SEMPRE AVUTO, ANCHE TE NON E' CHE SEI MESSA PROPRIO
BENE A CANIPPA, E' DI FAMIGLIA, MIO PAPA' LO CHIAMAVANO HOOVER."
"Ma nonna, ma che bocca grande che hai."
"ASCOLTA CAPPUCCETTO, TU SEI UNA BRAVA BIMBA, MA DIMMI, SEI VENUTA A
TROVARMI O A ROMPERMI I COGLIONI?"

FINE

il Transumante

Solo me ne vo verso il tramonto
con lo sguardo perso
di chi ancora qualche conto
cantando me ne vado verso il nulla
me ne vado via da questa vita brulla

Solo cammina il transumante
con il suo incedere pesante
con le spalle un po' cadenti
e con il sorriso in mezzo ai denti

La vita non mi ha regalato molto
ma è stato peggio
quello che mi han tolto
mi hanno tolto pecore e maiali
contro il governo lancero' i miei strali

Solo cammina il transumante
con il suo incedere pesante
con le spalle un po' cadenti
e con il sorriso in mezzo ai denti


La notte, le stelle, e gli animali
Chissa' se arrivero' fino a domani
Fa freddo sotto questo cielo
chissa' se c'e una pecora
che mi prestera' il suo pelo.

Solo cammina il transumante
con il suo incedere pesante
con le spalle un po' cadenti
e con il sorriso in mezzo ai denti